L’UVI (Ultraviolet index) è un indicatore che rappresenta l’irraggiamento al suolo dovuto alla radiazione solare in relazione ai suoi effetti eritemali sulla pelle non tenendo conto quindi di altre patologie dermatologiche, l’interazione con gli occhi e il sistema immunitario. È espresso numericamente come l’irradianza efficace (W/m2) moltiplicata per 40. Dopo la standardizzazione definitiva del 2000 in sede di WHO (World Health Organization), l’UVI ha assunto la forma di un valore intero da zero in su, con il rischio che aumenta all’aumentare del valore stesso. Oltre a questa classificazione numerica, si è proceduto a raggruppare i valori di indice a seconda del grado di rischio, rappresentando le categorie di esposizione così ottenute con colori diversi e di immediata comprensione. Alle diverse categorie è stata poi associata una serie di contromisure da porre in atto per limitare l’esposizione all’aumentare dell’UVI.

 

 

Figura 1 Classificazione in categorie dell’UVI

 

 

Figura 2 Rappresentazione numerica dell’UVI con le raccomandazioni per una corretta esposizione

L’UVI è un dato che può essere misurato o calcolato tramite modelli matematici istante per istante e l’irraggiamento al suolo dipende da vari fattori come ad esempio il periodo della giornata a cui si riferisce pertanto esso presenterà un andamento variabile nel tempo. La WHO ha quindi ritenuto necessario, al fine di omogeneizzare i dati diffusi, suggerire la comunicazione del valore massimo giornaliero, calcolato come media su un periodo di 30 minuti; se sono disponibili dati in continuo, la WHO indica di mediare ogni 5 o 10 minuti l’UVI e utilizzare i campioni così ottenuti per mostrarne l’andamento temporale. Inoltre se non specificato diversamente, l’UVI dovrebbe essere fornito nell’ipotesi di cielo sereno, ma è facoltà di chi lo stima fornire il dato anche con cielo coperto. I metodi di previsione variano da semplici metodi statistici, utilizzati per aree locali, fino a più complicati metodi a scala globale con tempi di previsione da poche ore a molti giorni, sia per condizioni di cielo sereno che per qualsiasi altra condizione. L’accuratezza della previsione dell’Indice UV è limitata principalmente dalla quantità e dalla qualità dei dati di input disponibili. In futuro, l’assimilazione su grande scala di misure da terra e da satellite di ozono stratosferico, di aerosol e della nuvolosità potrà migliorare sensibilmente l’accuratezza di tali previsioni.