La radiazione ultravioletta (radiazione UV) è quella parte dello spettro elettromagnetico le cui lunghezze d’onda si trovano al di là dell’estremità viola (400 nm). L’intervallo spettrale si estende da 200 nm fino a 400 nm e si usa suddividere in UVC (200-280 nm), UVB (280-315 nm ) e UVA (315-400 nm). La sorgente naturale più importante di radiazione UV è sicuramente il Sole. La qualità e la quantità della radiazione UV che raggiunge la superficie terrestre dipendono dall’energia solare e dalle proprietà di trasmissione dell’atmosfera, che, tramite processi di assorbimento e diffusione, agisce come un filtro rispetto alle radiazioni provenienti dal Sole. In particolare:

  • la radiazione UVC (la più dannosa per la vita a causa del suo alto contenuto energetico) viene completamente assorbita dall´ozono e dall´ossigeno degli strati più alti dell´atmosfera;
  • la radiazione UVB viene anch´essa in buona parte assorbita, ma una non trascurabile percentuale (circa il 15-20%) riesce a raggiungere la superficie terrestre;
  • la radiazione UVA riesce in buona parte (circa il 55-60%) a raggiungere la superficie terrestre.

All’apice dell’atmosfera la radiazione UV rappresenta circa il 9% della radiazione solare ma nel passaggio in atmosfera viene fortemente attenuata con il risultato netto che meno dell’1% cade nell’UVB e circa il 6% nell’UVA. La radiazione UV che arriva in superficie è influenzata da diversi fattori quali ad esempio altitudine, latitudine, ora e giorno dell’anno, ozono, nuvolosità. La principale interazione avviene in stratosfera dove è preponderante l’assorbimento da parte dell’ozono, mentre in troposfera l’assorbimento di sostanze inquinanti specie in zone urbane come ozono, NO2 e SO2 e particolato, è il principale responsabile dell’attenuazione. Per poter divulgare facilmente l’informazione sulla radiazione UV, attraverso una grandezza semplice e comprensibile dal pubblico, e rendere chiaro a tutti se e quando utilizzare particolari precauzioni nell’esposizione ai raggi solari, alla fine degli anni ’90 venne introdotto l’indice della radiazione UV solare (UVI); esso rappresenta l’irraggiamento al suolo dovuto alla radiazione solare in relazione ai suoi effetti eritemali sulla pelle. L´indice UV non tiene conto, nella valutazione del rischio di danno alla pelle, delle specifiche caratteristiche dei soggetti esposti; per stimare con maggiore accuratezza il rischio individuale è necessario considerare sia il livello di esposizione che le caratteristiche individuali (essenzialmente rappresentate dal fototipo).