L’interazione tra la materia costituente i sistemi biologici che compongono gli organismi viventi nel loro complesso e i campi elettrici e magnetici variabili nel tempo può comportare modificazioni della materia stessa (effetti biologici), le quali, se non compensate dall’organismo umano, possono dar luogo ad un vero e proprio danno per la salute (effetto sanitario).

Gli effetti sanitari si distinguono in effetti a breve termine ed effetti a lungo termine, associati ad esposizioni a campi elettromagnetici di natura diversa in termini di durata ed anche di livelli.
Gli effetti a breve termine derivano da una esposizione di breve durata, caratterizzata da elevati livelli di campo, mentre i temuti effetti a lungo termine sono attribuibili ad esposizioni prolungate (si parla anche di anni) a livelli di campo molto inferiori rispetto a quelli connessi agli effetti a breve termine.
Gli effetti biologici, potenziali effetti sanitari, che principalmente scaturiscono dall’interazione materia-campi elettrici e magnetici sono di due tipi: effetti derivanti da stimolazione elettrica dei tessuti muscolari e nervosi e gli effetti termici connessi al riscaldamento della materia (assorbimento di energia elettromagnetica).
A livello internazionale le linee guida formulate dall’ICNIRP (“Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz)”) stabiliscono dei limiti di esposizione (o “limiti di base”) il cui rispetto garantisce l’assenza degli effetti sanitari a breve termine; infatti la commissione ICNIRP ha giudicato che l’induzione di tumori per effetto di esposizioni a lungo termine a campi elettromagnetici non sia stata accertata e per questo motivo nelle linee guida sopraccitate ci si riferisce solo agli effetti a breve termine.
La Raccomandazione del Consiglio Europeo del 12 luglio 1999 sposò la filosofia alla base delle Linee Guida dell’ICNIRP e venne approvata quasi unanimemente dai Paesi dell’Unione europea, con il solo voto contrario dell’Italia. Quest’ultima infatti recepì sostanzialmente le indicazioni fornite dall’ICNIRP, dotandosi però di un quadro normativo per la protezione anche da possibili effetti a lungo termine con l’introduzione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità che tengono in debita considerazione i potenziali rischi connessi ad esposizioni a livelli bassi di campo elettrico e magnetico in luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere.